23 gennaio 1960: record di profondità nella Fossa delle Marianne


Il 23 gennaio il Trieste raggiunse il punto più profondo della fossa delle Marianne con a bordo Jacques Piccard e Don Walsh due ingegnieri americani. Questa fu la prima volta che un batiscafo, con o senza equipaggio, raggiunse quella profondità.
Il Trieste è un batiscafo costruito in Italia. Si trattava di un'imbarcazione progettata da Auguste Piccard, padre di Jacques, con una sfera di zavorra solidale sullo scafo e non separata e legata alla nave d'appoggio, e concepita per ospitare due membri d'equipaggio.
I sistemi di bordo indicarono una profondità di 11.521 m, anche se successivamente questo dato fu portato a 10.916 m, e misure ancor più precise nel 1995 portarono la profondità a 10.911 m sino ad una misurazione definitiva del 2009 pari 10.902 m.
Per portare a termine la discesa ci vollero 5 ore, e i due uomini rimasero nel punto più profondo della crosta terrestre per circa venti minuti. Una volta raggiunta la profondità massima, Piccard e Walsh riuscirono inaspettatamente a rimettersi in contatto con la nave di supporto in superficie con un sistema sonar/idrofono. I messaggi, per percorrere la distanza che separava il Trieste dalla superficie, impiegavano 7 secondi.
I due dell'equipaggio osservarono sul fondo dell'oceano la presenza di sogliole o platesse, che provano l'esistenza di forme di vita anche a questi valori di pressione.
Dopo il Trieste solo tre batiscafi hanno raggiunto le profondità della Fossa delle Marianne:
  • il Kaiko (senza equipaggio), nel 1995, ma lo scafo si perse in mare durante una missione nel 2003;
  • il Nereus (senza equipaggio), nel 2009.
  • il batiscafo pilotato da James Cameron nel marzo del 2012.
Disarmato nel 1966, il Trieste è stato tolto dal servizio attivo nel 1971 e tuttora è esposto al Museo Navale di Washington.
Ispirandosi all'immersione nella Fossa delle Marianne del Batiscafo Trieste, Paolo Agaraff, nome collettivo di un trio di scrittori apassionati di abissi scrisse il racconto Neketon.





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