Viaggiare gratis (o quasi) grazie alla rete

Un tempo, se il viaggiatore aveva bisogno di un passaggio faceva l’autostop, se aveva bisogno di un posto dove dormire, a seconda del budget, andava in ostello o attaccava bottone con qualcuno del posto sperando di essergli simpatico, se aveva bisogno di soldi cercava un lavoretto.
Oggi c’è internet e, nonostante il viaggiare "analogicamente" abbia ancora un certo fascino, non avrebbe senso non sfruttarlo: esistono un’infinità di siti e applicazioni il cui scopo è semplificare la vita ai viaggiatori. Sono quasi tutti basati sulla sharing economy, ovvero la condivisione, libera o a pagamento, tramite il web, di una proprietà.


VIAGGIARE SOCIAL
Per quanto riguarda gli spostmenti, esistono due tipi di piattaforma: per i viaggi più lunghi ci sono quelle di car pooling che mettono in contatto più persone con la stessa destinazione, una con un'auto e le altre che aiutano a coprire le spese (benzina e autostrada), ma senza pagare il conducente, questo servizio è paragonabile a un "autostop 2.0" ed è fornito principalmente da BlaBlaCar. Per tragitti più brevi e solitamente urbani c'è il ride sharing che è più simile a un taxi, in quanto si tratta di persone che per lavoro o nel tempo libero si offrono di trasportare sulla propria auto i clienti trovati tramite un sito (la più conosciuta è Uber), al quale andrà una piccola percentuale del guadagno; non avendo bisogno di una licenza e proponendo tariffe molto vantaggiose, questi nuovi tassisti fanno troppa concorrenza a quelli "tradizionali", per questo in alcuni paesi, tra cui purtroppo l'Italia, il ride sharing è al limite del legale e, di conseguenza, poco diffuso.
Se si ha bisogno di un alloggio si può usare il sito AirB&B che permette a chiunque di affittare una "zona per il pernottamento": la maggior parte delle persone mette a disposizione una o due stanze, ma c'è chi affitta case sull'albero, dependance, appartamenti, villette o addirittura mega villle.
Inoltre esistono numerose community sui social e piattaforme che offrono lavoro ai viaggiatori: si tratta per lo più di lavori manuali (soprattutto agricoli e di ristrutturazione) in cambio di vitto e alloggio o di qualche soldo, ma ci sono anche siti che mettono in contatto professionisti di un determinato settore con aziende interessate alla loro collaborazione o consulenza ovunque essi si trovino.

COUCH SURFING
La vera rivoluzione tecnologica del viaggio, però, è il couch surfing, che tecnicamente significa cercare un divano in rete, ovvero chiedere ospitalità gratuita a persone sparse in tutto il mondo dormendo, di solito, sui loro divani.
Gli unici requisiti indispensabili sono avere più di 18 anni, aver voglia di fare amicizia e condividere le proprie esperienze e sapersi adattare a qualsiasi situazione. Infatti, anche se molti offrono una camera privata, è normale dormire su un divano, in camera con il proprietario di casa o con un altro couchsurfer o, più raramente, per terra con materassino e sacco a pelo.
Couchsurfing è in assoluto il sito più utilizzato dai viaggiatori, questo fa sì che in molti si iscrivano anche solo per conoscere nuove persone. Per questo motivo, oltre ai padroni di casa, si possono cercare anche persone (sia del posto che viaggiatori) con cui passare del tempo ed eventi di ogni genere a cui partecipare.
Solo nella provincia di Genova ci sono 4.830 persone attive di cui, in questo momento, circa 800 potrebbero ospitarmi con poche ore di preavviso. L'enorme quantità di persone iscritte è un bene perchè permette di trovare un letto (o un divano) in praticamente ogni città, ma ha anche dei lati meno positivi: in molti ospitano solo con lo scopo di trovare qualcuno con cui passare la notte e, senza specificarlo nell'annuncio, offrono solo l'altra metà del proprio letto matrimoniale. Per ovviare a questi e altri piccoli inconvenienti, si possono consultare le recensioni lasciate dalle persone che sono già state ospitate oppure alloggiare solo in casa dei membri verificati, ovvero coloro che sono stati controllati dallo staff del sito (questo non implica che tutti i non verificati siano inaffidabili perchè la procedura per diventarlo è a pagamento).
Dopo Couchsurfing sono nate molte altre piattaforme con la stessa finalità, una delle più attive è Warm Showers la cui particolarità è di essere destinata esclusivamente ai viaggiatori lenti: inizialmente si accoglievano solo cicloviaggiatori, ora molti host accettano anche chi viaggia a piedi.

Tirando le somme, quindi, molte piattaforme sono opzioni da tenere in considerazione in caso di "emergenza": fare l' autostop è molto più interessante che prenotare un passaggio, gli Uber sono evitabili usando i mezzi pubblici e gli Airb&b non hanno prezzi molto diversi da quelli di un ostello. Invece il couchsurfing è qualcosa di completamente nuovo che permette a chiunque di conoscere nuovi luoghi, persone (che spesso sono a loro volta viaggiatori) e soprattutto nuove realtà da un punto di vista molto più profondo rispetto a quello che si avrebbe soggiornando in un albergo.

Matteo Caramaschi


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