Il Nautico tra i vincitori del concorso regionale sulle foibe

"Ho avuto la fortuna di parlare con un testimone di questa tragedia", ci dice Matteo Garaventa, uno dei tre vincitori del Nautico di Camogli del concorso  “Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli". Tutte le classi quinte della nostra sede di Camogli hanno partecipato a questo concorso indetto dalla Regione Liguria e ogni ragazzo ha scritto e inviato un tema sul Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe in Istria e Dalmazia.
"Ritengo che sia stata un'attività molto formativa sotto diversi aspetti - continua Matteo - abbiamo avuto la possibilità di metterci alla prova in tutti i sensi, e questo è stato molto stimolante, inoltre credo che l'argomento trattato sia molto importante anche per noi ragazzi, poiché si tratta di avvenimenti che hanno segnato la storia di una parte del nostro popolo e che troppo spesso vengono ignorati". Di tutti gli studenti che hanno scritto un tema, tre sono stati scelti come vincitori:
"Circa un mese fa hanno contattato Alberto Artioli, Francesco Ferrari e me e ci hanno comunicato che avevamo vinto", aggiunge ancora Matteo.
La mattina del 9 febbraio i tre studenti si sono recati alla Seduta solenne del Consiglio regionale in onore delle vittime italiane di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia. Dopo gli interventi del presidente della Federazione delle associazioni degli esuli Fiumani Istriani e Dalmati e del presidente del Consiglio Regionale che hanno sottolineato che solo in tempi recenti è stata abbattuta l’indifferenza con cui l’Italia aveva affrontato queste vicende, il presidente dell’Assemblea legislativa ha chiesto ai presenti di osservare un minuto di silenzio in omaggio alle vittime delle foibe e per ricordare il dramma degli esuli. Infine, nella seconda parte della seduta, si è svolta la premiazione degli studenti vincitori della diciassettesima edizione del concorso. I vincitori parteciperanno la prossima primavera a un viaggio formativo di 7 giorni nei territori dove si avvenne la persecuzione della popolazione italiana autoctona.
Matteo ci dice poi che ha avuto qualche difficoltà nel riuscire a trovare notizie su questo argomento che, come detto prima, non è un tema conosciutissimo e le informazioni tendono a scarseggiare: "io ho avuto la fortuna di parlare con una di quelle persone che hanno vissuto sulla propria pelle queste angherie, questo sicuramente mi ha aiutato e mi ha fatto capire tante cose, che poi ho cercato di raccontare nel mio testo".

Matteo Caramaschi

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