Sparatoria in Florida: le nostre riflessioni

Il 14 febbraio scorso è avvenuto in Florida un altro caso di sparatoria in una scuola statunitense (Stoneman Douglas) a Parkland, gli studenti e i professori sono stati barricati all'interno della scuola per ore.
L'aggressore era un ex studente di 19 anni di nome Nicolas Cruz che ha ucciso 17 persone tra studenti e insegnanti ferendone altri 14, alcuni in maniera grave.
Si era ben organizzato: ha lanciato delle granate fumogene per far scattare l'allarme antincendio così che tutti i ragazzi uscissero dalle aule e lui potesse sparare nella folla. In parte ci è riuscito in parte no perché molti ragazzi sono rimasti dentro le aule riparandosi sotto i banchi come avevano imparato durante le esercitazioni che nelle scuole statunitensi si fanno spesso, e questo dimostra che il livello di violenza nelle scuole è molto alto.
Alla fine il ragazzo è stato catturato dopo un tentativo di fuga durato poche ore e si è lasciato prendere senza opporre resistenza. Di certo stiamo parlando di un ragazzo fanatico delle armi che frequentava social group o siti che ne esaltano il possesso e l'uso.
Questo è l'ennesimo caso che provocherà una reazione a livello nazionale:da una parte la NRA, una potentissima associazione che sostiene il diritto dei privati di possedere armi, dall'altra la Handgun Control che da tempo chiede l'introduzione del porto d'armi. Mentre l'associazione HC cerca di ottenere l'appoggio dell' opinione pubblica la NRA spesso ha il sostegno politico come dimostrano le leggi approvate negli ultimi anni.

L'arresto dell'aggressore Nicolas Cruz

Mentre il presidente Trump propone come soluzione di armare gli insegnanti di tutte le scuole americane, a noi sembra strano che non si rendano conto che non sono la soluzione, così abbiamo fatto alcune domande alla nostra compagna Barbara Ricatto che è stata in America per un anno per sapere che cosa ne pensa.
Che cosa ne pensano gli americani dell'uso delle armi?
E' completamente diverso da come la pensano gli italiani, per loro è una cosa giusta perché non credono di avere altri mezzi per trovare una soluzione a molti problemi tra cui appunto le sparatorie nelle scuole. Per esempio mi ricordo di quando mi hanno chiesto a che età si potessero comprare le armi in Italia e quando io gli ho risposto che in Italia non compriamo le armi così facilmente a meno che non si abbia un motivo valido, loro quasi non ci credevano, dunque mi hanno chiesto: "Ma quando le persone ti entrano in casa come ti difendi?" e al mio "chiudo le porte quindi è difficile che entrino in casa" loro sono rimasti scioccati, perché sono soliti non chiudere le porte a chiave.
Hanno davvero così tante armi?
Nella prima casa in cui sono stata c'erano armi dappertutto, anche in macchina. Inoltre a scuola abbiamo fatto un sondaggio ed una ragazza ci ha detto che lei ne aveva 36. La mia sorella americana, nella seconda famiglia che mi ha ospitato, aveva un fucile rosa che le era stato regalato da piccola per Natale. Mi ricordo che nelle fiere in cui sono stata c'erano cartelli dappertutto che ricordavano il divieto del consumo degli alcolici primi del compimento del 21esimo compleanno, e accanto a questi c'erano bambini di nove\dieci anni che sceglievano la loro arma.
Chissà se Michael Moore prenderà lo spunto per fare un altro documentario come aveva fatto dopo il massacro di Columbine, quando due ragazzi pieni di armi era entrati a scuola e avevano iniziato a sparare sui loro compagni senza esitazione.

Michele Giorgianni

Commenti