Fabrizio De Andrè, per me

Via del campo c'è un museo... più che altro una "stanza" dove si tiene viva la memoria, di uno dei migliori cantautori italiani: Fabrizio De Andrè.
Penso sia un vero e proprio anticonformista, come ben si capisce dai testi delle sue canzoni; ma in realtà anche la storia della sua vita fin dalla prima giovinezza ci fa capire com'era fatto.
Nonostante la mia giovane età, essendo appassionata a questo genere musicale, soprattutto grazie a una passione di famiglia, mi sono trovata più e più volte a riflettere sui testi delle sue canzoni, riuscendo sempre a emozionarmi ogni volta.
Una delle sue frasi più famose, che mi piace particolarmente è dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior, contenuta nella canzone dal titolo Via del Campo. Quella che a primo impatto è la cosa più bella, quella che attira di più (i diamanti) alla fine non porta niente, mentre una cosa disgustosa come può essere il letame in realtà ci regala delle sorprese bellissime.
In un'altra canzone molto conosciuta (Volta la carta - 1978), tratta da una antica rima popolare genovese, Fabrizio, con la sua mente brillante, ribadisce il suo fermo pensiero contro la guerra, che si risolve solo con l'abbandono del campo di battaglia da parte dei soldati, scappati dall'inferno che li aspetta.

volta la carta viene la guerra
per la guerra non c'è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati

vorta la carta e se vedde a morte
A morte a scure a gente

vorta la carta e se vedde ciu niente.

La seconda terzina, è una antica rima in genovese ed è molto interessante notare come, nonostante le strofe non siano esattamente le stesse, gli argomenti (la guerra, la morte) e il modo di esporli siano molto simili.

Dal film: Principe libero
Un fatto molto recente riguardante De Andrè è stata la fiction a lui dedicata Principe Libero, la quale ha diviso in due i telespettatori: chi dice che l'attore protagonista sia stato impeccabile, e chi invece sostiene che di Fabrizio ricordasse poco o niente.
Nonostante Luca Marinelli sia stato veramente bravo, cantando lui stesso i diversi brani riportati nella serie, una maggiore attenzione all'accento genovese di Fabrizio di certo sarebbe stata preferibile.

Ma devo ammettere che la sua follia e la fantastica forma libera di pensiero che lo caratterizzavano sono emersi pienamente.

Ecco la mia personale selezione di alcune delle più belle frasi di Fabrizio (da interviste e da canzoni) che lo hanno reso veramente speciale.

Essere se stessi è una virtù esclusiva dei bambini, dei matti e dei solitari.

Se i cosiddetti “migliori” di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po’ vivremmo in un mondo infinitamente migliore.

 C’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo.

Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente.

bianco come la luna il suo cappello 
come l'amore rosso il suo mantello 
tu lo seguisti senza una ragione 
come un ragazzo segue l'aquilone.


Questo cantautore purtroppo non è molto ascoltato tra i miei coetanei tranne qualche notevole eccezione...


Caterina Torre



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