Girl Power! Il Nautico in rosa



Le donne che lavorano nel settore nautico sono rare, ma in aumento nei trasporti marittimi. Sono spesso sottoposte a condizioni di lavoro difficili, discriminazione e molestie mentre il settore marittimo tenta di adattarsi, anche se non in tutto il mondo alla stessa velocità, alla realtà delle donne che lavorano accanto agli uomini sulle navi. 

Ecco qualche dato
Le donne in alcuni paesi scandinavi rappresentano oltre il 10% dei marinai e 8,3% nel Regno Unito, la proporzione risulta quasi insignificante in altri paesi come l'Italia per un 1,2% e in Germania 4,2%. 
Nel mondo costituiscono tra 1- 2% dei 1,25 milioni di marinai imbarcati su 87mila navi.  
La maggior parte delle donne marinaio è attiva nel settore alberghiero delle navi di crociera. Solo il 7% sono ufficiali e il 93% sono marinai. Gli uomini sono nettamente in maggioranza, il 42% sono ufficiali e il 58% marinai. Spesso i posti di lavoro disponibili per le donne sono prefissati a quote basse.
Su questo argomento La Gazzetta del Nautico ha intervistato la professoressa Antonella De Simone, insegnante di navigazione e logistica, che ha raccontato la sua esperienza a bordo di navi.

Secondo la sua esperienza ci sono davvero differenze di trattamento per le donne in mare?
Trovare un imbarco è complicato per tutti ma per le donne lo è di più. Nell'ambiente marittimo la differenza tra uomo e donna c'è, ciò nonostante se si dimostra di avere determinazione nel portare a termine il proprio lavoro e si ha coraggio per intraprendere un imbarco, si è alla pari o perfino superiori agli uomini anche in contrasto agli stereotipi. 

Come ha cominciato?
Dopo un anno e mezzo di ricerca, ho effettuato il primo imbarco con un tirocinio. Qualche mese più tardi ho ricevuto un'offerta di lavoro su bulk carrier (navi usate per trasportare carichi non-liquidi e non unitarizzati in container o pallet) con una navigazione di 6 mesi. 
Ero l'unica donna a bordo, sono stata rispettata soprattutto da parte degli stranieri, ma ho ricevuto qualche battuta dai connazionali. Le donne a bordo sono tutelate, chiunque abbia una mancanza di rispetto o una cattiva condotta può essere cancellato dalle matricole della gente di mare. 

Si ricorda qualche difficoltà?
La vita a bordo non è facile, bisogna gestire situazioni difficili. Un episodio difficile è stato quando ho dovuto confrontarmi con 30 uomini di cui non capivo la lingua (in Senegal), cercavano di rendermi vulnerabile essendo aggressivi nei miei confronti, mi hanno spintonato contro una porta a tenuta stagna. Nonostante il dolore, ho dimostrato di avere autorità e gli uomini si sono calmati. Imbarcarsi è un'esperienza bellissima. Ho conquistato un lavoro tipicamente maschile.

Roberta Spinetti

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