The story of Kullervo: la radice tragica del mondo di Tolkien

Kullervo figlio di Kalervo è uno dei personaggi più oscuri e tragici di Tolkien. E' l’antenato letterario di Tùrin di Turambar, l’eroe tormentato de "Il Silmarillion", il libro genesi del mondo in cui si svolgono le vicende delle due successive trilogie: "Lo Hobbit" e "Il Signore degli anelli". “L’infelice Kullervo”, come lo definisce Tolkien stesso, è uno sfortunato orfano con poteri sovrumani e un tragico destino. Cresciuto nella casa dell’oscuro mago Untamo, che ha ucciso suo padre, rapito sua madre e che per tre volte ha cercato di ucciderlo quando era ancora un bambino, Kullervo non ha nulla al mondo se non l’amore della sua sorella gemella, Wanona, e la protezione di Musti, un cane nero dai poteri magici.
Quando viene venduto come schiavo, il ragazzo giura di vendicarsi del mago, ma scoprirà che nemmeno vendicandosi si può sfuggire al proprio destino.
Tolkien scrisse inoltre che "La Storia di Kullervo" era un tentativo germinale di scrivere leggende originali, oltre che una questione importante nelle leggende della Prima Era, infatti, oltre ad avere una potenza narrativa che gli consente una vita a sé, il racconto è un tassello fondamentale nella struttura del mondo creato da Tolkien e viene pubblicato con annotazioni, saggi e altri materiali sull’opera che ha ispirato l’autore: il "Kalevala".
Il Kalevala è un poema epico composto da Elias Lönnrot nella metà dell'Ottocento, sulla base di poemi e canti popolari della Finlandia. Il componimento è scritto soprattutto in careliano, un dialetto strettamente legato al finlandese.
"Kalevala" significa letteralmente "Terra di Kaleva", ossia la Finlandia: Kaleva è infatti il nome del mitico progenitore e patriarca della stirpe finnica, ricordato in questo testo. Il Kalevala è dunque l'epopea nazionale Finlandese
Il 28 febbraio, in Finlandia, viene celebrato il Kalevalan Päivä (Giorno del Kalevala), il Giorno della Cultura Finlandese, dal poema nazionale Kalevala e dalla data della premessa scritta sul testo.

 Lorenzo Di Giacomo

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