Viaggiare: elogio della lentezza

Se si parla di fare un viaggio, la maggior parte delle persone pensa a una settimana, o al massimo due, in un albergo pluristellato, in un villaggio turistico o magari in crociera e, quindi, a costi stratosferici. Viaggiare è tutt'altra cosa.
Quando si viaggia non ci si limita a visitare delle attrazioni turistiche: in tal caso si tratta per lo più di finanziare a una delle peggiori industrie mai create, quella del turismo. Il vero scopo di un viaggio non è vedere un luogo, ma entrare in contatto con le persone di quel luogo e immergersi nella loro cultura per scoprire qualcosa di nuovo sul mondo e possibilmente su se stessi, in modo da tornare a casa cambiati e in qualche modo migliori.
Per fare ciò non è necessario andare molto lontano e non servono neanche molti soldi, ma serve del tempo, o meglio serve essere capaci di gestirlo. Dandosi il giusto tempo ogni posto, anche se all'apparenza anonimo e poco interessante, specie se poco turistico, può trasformarsi, tramite qualche parola che dà il via a tutta una serie di altri eventi e discorsi, in uno scorcio di vita in grado di trasmettere molta più umanità di qualsiasi monumento.
Se si vuole conoscere veramente l'"ignoto", bisogna, quindi, fare viaggi più lunghi e di conseguenza bisogna abbattere i costi: il modo migliore per farlo è con lo zaino in spalla e gli spostamenti lenti.
Lo zaino permette di avere tutto lo stretto necessario (eventualmente anche tenda e sacco a pelo) in unico bagaglio comodo in ogni situazione. Quanto agli spostamenti più sono lenti, più aumentano le senzazioni di conquista della meta e di contatto con il mondo e più diminuiscono i costi, questo è dovuto al fatto che generalmente la lentezza è vista come qualcosa di negativo quando invece è una delle componenti fondamentali di un buon viaggio.
Per "viaggiare lentamente" si intende camminare, pedalare o fare autostop; in un certo senso sono compresi anche i viaggi in treno, autobus, traghetto e macchina/camper, il "problema" si ha soprattutto con gli aerei che, accorciando i tempi, semplificano gli spostamenti fino a renderli un banale andare da un punto a un altro, perdendo gran parte di ciò che rende ogni viaggio qualcosa di speciale e irripetibile.

Altri elementi importanti di un viaggio, specie se zaino in spalla, sono adattarsi a qualsiasi situazione, mettersi sempre alla prova, spostarsi con meno compagnia possibile (i viaggi in solitaria sono i migliori) e soprattutto preferire i piani flessibili e l'improvvisazione agli schemi prefissati, ma di questi aspetti ne parleremo in un articolo dedicato.

(Liberamente ispirato alle idee di Tiziano Terzani)

 
Matteo Caramaschi

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