Settimana Azzurra: "Un'esperienza indimenticabile"


La Settimana Azzurra è un progetto della scuola che consiste nel portare in diversi turni i ragazzi dei corsi capitani e macchinisti una settimana in barca a vela.
Per questo articolo abbiamo intervistato una studentessa di 3A1 che ha partecipato alla settimana dal 23 al 27 aprile sul Grampus dello Yachting Club Italiano: Elena Ferrari.

Come è andata in generale la settimana?
Tranne alcune difficoltà è andata molto bene, inizialmente tutti un po' disorientati, era la prima esperienza per tutti e ci sono state alcune azioni come cazzare o lascare le cime o anche timonare per le quali ci è voluta un po' più di pratica, alcuni sono stati anche male. 
Alla fine della settimana ci siamo trovati più ricchi sia da un punto di vista emotivo che dal punto di vista dell'esperienza che ci ha insegnato tanto.
Inoltre il capitano della mia barca è stato molto gentile e ci ha spiegato tutto a voce, e in caso di dubbi ce l'avrebbe spiegato più volte, e in seguito ci ha fatto applicare quello che ci ha spiegato, ad esempio i nodi prima ce li ha fatti provare su cime libere e dopo sulle cime della barca, sui parabordi. 
 
Quante barche c'erano?
Erano due: quella su cui ero io, la "Grampus" e l'altra era "Indomabile Pensiero".
Sulla mia barca eravamo in 8 più il capitano e il suo assistente.
Una cosa divertente che succedeva era quando ci dovevamo dirigere verso la prossima tappa e tra le barche nasceva una competizione sul chi arrivava primo. 

Che porti avete toccato?
Siamo partiti dal porto di Genova, il primo porto in cui ci siamo fermati è stato il porto di Loano, il giorno seguente Imperia, infine Sanremo, al ritorno siamo andati direttamente a Loano e poi siamo tornati a Genova.
 
A bordo c'era qualcuno con già qualche esperienza in barca a vela?
A parte il capitano c'era un altro signore che lo aiutava, era lì ad apprendere come noi ma aveva fatto un corso da velista e aveva più esperienza di noi.
Tra i ragazzi invece non c'era nessuno, anche se alcuni hanno avuto modo di fare alternanza scuola-lavoro su barca a vela.

 Come è stata la convivenza con gli altri studenti?
Parlando per la mia barca posso dire che fin da subito non ci sono stati conflitti, anzi abbiamo legato quasi fossimo una famiglia. Anche io che ho a volte difficoltà nel relazionarmi soprattutto con le altre ragazze non ho avuto problemi, inoltre siamo riusciti a stringere amicizia con il capitano.
Tra l'equipaggio delle due barche c'è stato un ottimo rapporto, ad esempio nelle ore a terra o di pausa abbiamo avuto l'occasione di passare il tempo insieme o di visitare le barche gli uni degli altri o fare il bagno insieme.
Per cose come la cucina o lavare i piatti ci siamo dati dei turni anche se ad essere onesti il capitano non ha voluto farci toccare i fornelli e alla fine ha cucinato lui. A turno abbiamo scritto il diario di bordo, tracciato le rotte, timonato o pescato.
 
Un episodio in particolare che è accaduto?
Una giornata il capitano ascoltando il proverbio "sbagliando si impara" non ci ha ricordato di tracciare la rotta e non gli abbiamo consegnato i nuovi dati da inserire nello strumento per navigare. Inizialmente abbiamo seguito l'altra barca fino a quando il capitano non ci ha chiesto in che direzione stessimo andando e nessuno lo sapeva, quindi ci siamo dovuti fermare e fare la rotta con i rilevamenti di dove eravamo, ma essendo in mezzo al mare la corrente ci teneva in continuo movimento e prendere questi rilevamenti è un problema. Quella mattina è stata la più difficile perchè nessuno sapeva che pesci prendere e ci siamo fatti prendere dal panico, ma alla fine del siamo arrivati a destinazione, con mezz'ora di ritardo.
 
Il vento è stato a favore tutto il viaggio?
Sì, una giornata abbiamo pure messo il gennaker, una grossa vela semplice da usare per gli inesperti e caso vuole che al timone ci fossi io.
L'unica giornata in cui non c'era vento è stata quella di ritorno a Genova dove abbiamo dovuto accendere il motore.
 
Rifaresti l'esperienza?
Decisamente. Non mi aspettavo un'esperienza così bella ed emozionante. Quando è stato il momento di dividerci devo ammettere che un po' di lacrime sono scese. Se si ha la possibilità consiglio davvero a tutti di fare un viaggio del genere.
 
Cosa ti porti a casa?
Prima di partire ero molto più impacciata e imbranata e questa esperienza mi ha spronato, mi ha fatto scoprire lati di me che ignoravo, che non sapevo di avere.

Sara Dellepiane

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