Consigli per la quarantena: Quentin Tarantino


In questo periodo di quarantena e limitazioni siamo costretti a rimanere a casa, senza alcuna possibilità di uscire, se non per comprovati motivi, ma questo lo sapete già. Rimanendo a casa, non tutti abbiamo una reggia in stile Luigi XIV, le cose da fare non sono molte. Oggi volevo proporvi un grande regista cinematografico, ovvero Quentin Tarantino, tra i suoi film più famosi troviamo:

 




Le iene: girato integralmente in un garage a seguito di una rapina in banca. Questo film riuscirà a tenervi incollati allo schermo seppur senza grandi cambi di ambientazione, è disponibile su Netflix. La colonna sonora è: “Little green bag” di George Baker. A inizio film c'è un simpatico dialogo dove viene spiegato il significato del titolo della canzone di Madonna: “Like a vergin”. Consigliatissimo.
 










Pulp Fiction: probabilmente il capolavoro di Tarantino, un intreccio di storie incredibile, misto a flashback, è quasi difficile star dietro al genio del regista, è un film che richiede una certa concentrazione. Il cast è di tutto rispetto, per citarne alcuni: John Travolta, Samuel L. Jackson, Bruce WillisDisponibile su Netlix. 
 









Kill Bill: giudicato eccessivo per la violenza senza limiti e le scene esagerate. In pochi in realtà capiscono il significato del film: Tarantino è un fan dei Manga giapponesi e con questo film ha voluto riprenderli in chiave ironica. È strano dirlo, ma la violenza in questo film è puramente ironica, un'imitazione grottesca dei Manga. È stato diviso in due film per volontà della produzione, entrambi sono disponibili su Netflix. Lo consiglio, ma bisogna guardarlo con la giusta filosofia e conoscere un minimo la cultura nipponica per capire al meglio alcune scene o comportamenti.
 







Bastardi senza gloria: ambientato nella Francia occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, dove un gruppo di americani ebrei, comandati da Brad Pitt, si infiltrano nelle linee naziste. Nel mentre viene organizzato in un cinema la proiezione di un film sulle gesta di un cecchino tedesco. All'evento devono assistere i principali esponenti della Germania nazista, tra cui anche Hitler. Completamente e volutamente errato storicamente, violento e con scene ironiche, quando Brad Pitt e i suoi si fingono italiani, e iconiche, come il monologo ad inizio film del colonnello Hans Landa (Christoph Waltz). Con questo film Quentin Tarantino è tornato in pompa magna nel cinema mondiale. Questa pellicola a mio modesto parere è a livello di Pulp Fiction.
 






Django Unchained: uno spaghetti-western, dove viene raccontata la storia di Django, uno schiavo di colore che diventa un cacciatore di taglie sotto la guida di un ex dottore. Dopo aver lavorato insieme per tutto l'inverno, la coppia va alla ricerca della moglie dell'ormai uomo libero Django, Broomhilda, schiava del crudele proprietario terriero Calvin Candie. Semplicemente geniale, un omaggio di Tarantino al centenario dell'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti.
 








The Hateful Eight: un altro western. Con questo film Tarantino sembra tornato alle origini, ricorda infatti il suo primo lavoro, entrambi girati per la maggior parte nello stesso ambiente. In questo caso è un emporio, ricco di dettagli, al contrario del garage scarno che troviamo ne “Le iene”. Il film è molto lungo, come da tradizione tarantiniana è diviso in capitoli, molto violento e crudo, ricco di flashback e che sa suscitare molte emozioni nei telespettatori.
 







C’era una volta a... Hollywood: l'ultimo film di Tarantino, giudicato da molti troppo lungo e poco efficace. In effetti il film è oggettivamente lungo, ma è ricco di citazioni acinematografiche. È consigliata la visione dei film prima di guardare quest'ultimo per capirlo a fondo. Il film procede tranquillo senza particolari scene di violenza, tanto da non farlo sembrare un film di Tarantino, il film degenera letteralmente sul finale con scene molto violente. Nel film viene cambiata la storia infatti il finale del film che vede salvare Sharon Tate dalla famiglia Manson grazie ai due protagonisti (Leonardo Di Caprio e Brad Pitt) cast è stellare, oltre che i due grandi attori citati precedentemente troviamo: Al Pacino,  Kurt Russell,  Damian Lewis,  Michael Madsen (presente in molti film di Tarantino). 



In tutta questa recensione ho scritto molte volte la parola “violenza”, quest'ultima per Tarantino non è la classica ferocia ma ha lo scopo di avvicinare la violenza alla finzione ma distinguendone le sfumature senza giustificarla è un modo per esorcizzarla. Concludo con una citazione dello stesso Tarantino: “Il sangue per me è solo un colore e la violenza cinematografica, operistica e coreografata, non si riverbera sulla vita reale”.
Buona visione!


Niccolò Fameli







Commenti