La Gazzetta del Nautico: un primo bilancio

La redazione durante il lockdown
Sono già passati quasi tre anni da quando la prof Martino decise di creare da zero un giornalino della scuola, che di lì a poco sarebbe diventato ufficialmente La Gazzetta del Nautico, di fatto accollandosi parecchio lavoro extra per il solo piacere di farlo, di creare un qualcosa che nella nostra scuola mancava. Noi eravamo una quindicina scarsa reclutati da quattro o cinque classi diverse e non avevamo ben chiaro cosa ne sarebbe venuto fuori.
È passato abbastanza tempo da quel giorno di novembre per poter dire che il progetto, tutto sommato, è andato a buon fine. Non abbiamo raggiunto chissà quali risultati, in realtà una parte della scuola neanche sa che esistiamo, ma ha comunque funzionato, anche solo per noi che l'abbiamo fatto.
Nei primi due anni sono successe parecchie cose: dal premio ricevuto a Cesena agli articoli che sporadicamente e casualmente facevano il botto di visualizzazioni, uscendo dalla nostra piccola bolla, al miglioramento di tutti in ambito di scrittura.
Poi è arrivato quest'anno e già dall'inizio si è dimostrato essere abbastanza particolare. Tra chi si era diplomato e chi aveva preferito fare altro eravamo rimasti solo in tre dagli anni scorsi e inoltre era anche stata trasferita la prof, ma a quel punto è subentrato il prof Croci insieme alla maggior parte della nuova redazione, che, rivelatasi la più prolifica, ha dato vita a oltre 50 articoli e varie nuove rubriche.
Essendo di più e più attivi siamo riusciti a coprire più argomenti. Accanto all'attualità, alle notizie sul Nutico e alle rubriche classiche, come le più longeve "Curiosità del giorno", "Viaggiatori del III millennio" e "Pensieri", sono comparsi ad esempio gli articoli su fatti storici curati principalmente da Fameli e Bisio, la scrittura creativa di "Narratori del III millennio" portata avanti da Ben e i numerosi pezzi di cultura con consigli di lettura  e cinematografici. L'altra grande novità è stata "l'acquisizione" del nostro social media manager, il buon Manuel che oltre a scrivere ha curato tutta la parte comunicativa, tra tutti il rispolvero delle pagine social abbandonate da anni e che ci hanno fatto guadagnare non poca visibilità.

Avevavamo il nostro appuntamento fisso con la focaccetta di Miky e le due/tre orette di scrittura in info2, tutti i giovedì pomeriggio e si era andato a creare un bel gruppo, poi c'è stato il lockdown, che non ci ha fermati ma indubbiamente ci ha rallentati, complice anche l'imminente maturità per quasi tutta la redazione, e così anche questa esperienza si è conclusa in modo un po' strano e inaspettato.
Non che sia diventato uno scrittore ma comunque mi ha fatto riscoprire il piacere e anche la propensione che ho nello scrivere.
Al di là della scrittura, c'è stato un aspetto più importante, l'essere riusciti a costruire qualcosa, essere partiti da niente o quasi e aver mandato avanti un progetto per la sola soddisfazione di farlo. Io tra una cosa e l'altra gli ho dedicato tre anni scolastici, ma sono sicuro che anche per gli altri sia stato qualcosa di importante. Sono stati tre anni particolari in cui la Gazzetta è stata una costante, senza la quale il mio triennio sarebbe stato parecchio diverso e dalla quale ho avuto anche delle belle soddisfazioni. Un buon risultato tenendo conto che era iniziato tutto a caso, per avere 0,3 crediti in più.
Con la fine di quest'anno finisce anche quella che potremmo definire la prima redazione, quella della classe 2001. Rimangono il prof e Manuel, unico a non diplomarsi quest'anno, e starà a loro formare una nuova redazione e dare continuità alla Gazzetta, che deve andare avanti e che comunque resterà sempre una delle cose migliori messe in piedi dalla nostra scuola.

Matteo Caramaschi

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